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Come abbiamo salvato una famiglia ottenendo un mutuo

Dimorama

“Non è mai troppo tardi”…

…nel mercato delle aste giudiziarie immobiliari questo motto non è assolutamente valido.

Lo sa bene Giancarlo, un operaio di Firenze e padre di famiglia, protagonista di questa storia incredibile.

Abbiamo deciso di raccontartela perché oltre al lieto fine, c’è una lezione utile se stai pensando di comprare casa all’asta.

Ma andiamo con ordine…

Un giorno, il nostro Giancarlo – lo chiameremo con questo nome di fantasia – era stato attratto da un annuncio che recitava:

 

“Grazioso villino familiare con giardino – base d’asta € 170.000”

 

Giancarlo era da tempo alla ricerca di una nuova casa dove potersi trasferire con la famiglia che proprio in quel momento si stava allargando.

Bisognava trovare una soluzione al più presto restando però attenti al budget, visto che era l’unico della famiglia a portare a casa uno stipendio fisso.

Per questo non riusciva a credere ai suoi occhi: <<Un prezzo così basso per un immobile con quelle caratteristiche? O si tratta di una gigantesca truffa, oppure di un enorme affare>>.

Decise di approfondire la questione.

Contattò il Tribunale e organizzò immediatamente la visita all’immobile offerto nell’annuncio a così poco prezzo.

Una volta visto con i suoi occhi, constatò che non si trattava di una truffa.

L’immobile era in buone condizioni, salvo qualche lavoro da fare. Si trovava in una bella zona della città, vicina al lavoro e con tanto verde intorno. Già si immaginava sistemato lì con la sua famiglia. Decise così di partecipare all’asta, presentando domanda come indicato dal Tribunale.

Giancarlo non aveva mai partecipato a un’asta. E nemmeno aveva le competenze per comprendere davvero il significato di tutti quei documenti.

Ma ci teneva ad arrivare preparato il giorno dell’asta per potersi aggiudicare quell’immobile, quindi si mise di buon grado a chiedere consiglio agli amici e ai conoscenti e consultare blog e forum dedicati alle aste immobiliari.

Il mese successivo, certo di aver raccolto sufficienti informazioni (o almeno tutte quelle che era in grado di capire), si presentò all’asta depositando la busta con un assegno di 17.000 euro.

Le brutte sorprese arrivano quando meno te lo aspetti…

All’asta partecipavano altre 18 persone ma Giancarlo non si fece intimorire: rilanciò più volte con l’offerta che riteneva giusta fino ad aggiudicare l’immobile per 222.000 euro.

Quella sera, tornato a casa felice come una pasqua, festeggiò con tutta la sua famiglia quello che credeva l’affare della sua vita.

L’euforia però durò poco.

Qualche giorno dopo, giunto in banca per richiedere il mutuo per la sua nuova casa, Giancarlo ottenne una brutta sorpresa: FINANZIAMENTO NEGATO.

Il direttore, che inizialmente gli aveva garantito un mutuo fino a 240.000€ senza informarsi troppo sull’oggetto dell’asta ora negava il prestito per la presenza di una trascrizione sull’immobile sugli atti ufficiali.

Ora non entreremo troppo nei dettagli, ti basti sapere che una trascrizione è cosa frequente sugli immobili venduti dal tribunale, ma le trascrizioni non piacciono alle banche.

E questa cosa non piaceva neppure all’istituto di credito di Giancarlo.

Ma come avrebbe potuto saperlo prima?

Chi avrebbe dovuto avvertirlo di questa cosa?

Perché non lo aveva fatto?

Giancarlo non aveva risposte.

E come se non bastasse, cominciò a piovere sul bagnato.

Il fatto che la banca avesse negato il credito, significava per lui non solo non poter acquistare ma anche perdere quei 17.000€ già versati come acconto sull’immobile al momento dell’aggiudicazione.

La legge parla chiaro: se dopo l’aggiudicazione, l’acquirente non è in grado di saldare l’intero importo entro la scadenza, perde automaticamente l’acconto versato.

Considerato che Giancarlo era un semplice operaio metalmeccanico che aveva passato tutta la vita a lavorare e mettere da parte i soldi per la sua famiglia, per lui perdere 17.000€ significava perdere almeno gli ultimi 5 anni di risparmi…

…risparmi che stava per gettare al vento se la banca non gli avesse concesso quel maledetto mutuo. E restavano meno di 30 giorni.

Come venire fuori da una situazione così complicata?

Forse uno spiraglio di luce…

Fortunatamente Giancarlo non è il tipo che si arrende.

“Dopo qualche ricerca online sono giunto sul vostro blog e vi ho contattato per capire se c’è una via d’uscita a questa storia così assurda”, ci racconta avvilito la prima volta che lo abbiamo incontrato.

In effetti si tratta di un caso complesso. Il problema è che il processo di analisi della documentazione relativa all’immobile va fatta PRIMA di partecipare all’asta. Non dopo.

Ma comprendiamo la situazione di questo padre disperato e ci mettiamo subito alla ricerca di una possibile soluzione.

Forse c’è ancora una possibilità.

Dopo aver controllato minuziosamente tutti i documenti, capiamo che ciò che non piaceva alla banca era la (ormai famosa) trascrizione.

Il problema non è semplicissimo, ma proviamo a semplificare: se Giancarlo voleva ottenere il finanziamento, avrebbe dovuto cancellare la trascrizione prima del mutuo.

Per fare questa modifica però serviva l’intervento del Tribunale. Per legge però, a sua volta, il tribunale non poteva intervenire se non a seguito del saldo prezzo (cioè, per Giancarlo dopo la concessione del mutuo).

Un cane che si morde la coda.

Decidiamo quindi di tentare con un altro istituto di credito, con il quale instauriamo un dialogo diverso.

Attraverso il Tribunale contattiamo il soggetto che si è occupato di questa trascrizione e parliamo con lui per trovare una soluzione. Seduti tutti allo stesso tavolo, facciamo comprendere alla banca che quella trascrizione non comporterà alcun problema ai fini del mutuo. E che Giancarlo avrebbe potuto semplicemente impegnarsi alla cancellazione successivamente, una volta terminata l’operazione.

Abbiamo atteso la delibera della banca che a sole 48 ore dal termine per il pagamento dell’immobile, decide di concedere il mutuo a Giancarlo.

Giancarlo ottiene i soldi per saldare l’immobile aggiudicato ed evita di perdere i suoi 17.000 euro

Insomma, una storia a lieto fine.

Chiedere il mutuo per la casa all’asta: cosa sapere

Giancarlo è stato fortunato?

Noi di Dimorama facciamo magie?

Assolutamente no. Se ti stai chiedendo come abbiamo fatto a sbrogliare questa matassa, te lo spiego subito.

In 8 casi su 10, un problema di questo tipo non avrebbe assolutamente permesso l’erogazione di un mutuo.

Le regole sono chiare: la banca concede un finanziamento solo se l’immobile aggiudicato presenta determinate condizioni.

Ecco perché se stai pensando di acquistare casa all’asta con un mutuo, è fondamentale che tu non compia lo stesso errore di Giancarlo.

Informati e valuta tutti gli aspetti burocratici, perché se lo fai dopo potrebbe essere troppo tardi.

 

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